giovedì 8 gennaio 2009

sul piano di dimensionamento scolastico

Sulle illegalità indaghi la Magistratura»
Dimensionamento, il Piano scolastico contestato da Libera
Il Piano provinciale di dimensionamento scolastico 2009/2010 non convince neppure il coordinamento di Libera che si ritrova sulle posizioni della Cgil ma va oltre chiedendo un intervento della Pubblica amministrazione e della Magistratura (a cui è stata già formalizzata la richiesta di un incontro), affinché «eliminino eventuali gravi illegalità che possono essere verificate nell'elaborazione» del documento.
In base a quanto denunciato dalla Cgil e sulla scorta dei dati forniti da alcuni dirigenti scolastici il Piano – evidenzia una nota del coordinamento di Libera – «è stato adottato senza rispettare la normativa in vigore, utilizzando dati assolutamente non corrispondenti alla realtà, con particolare riferimento al divario numerico di alunni risultante dalla tabella prodotta dalla Provincia, omettendo le necessarie motivazioni in ordine alle valutazioni delle scelte adottate e ancora prima che la Regione approvasse le linee guida». Inoltre il coordinamento di Libera – che ha inviato il documento al governatore Loiero, all'assessore regionale Cersosimo, al presidente del consiglio regionale Bova, qal presidente della Provincia De Nisi, al presidente del consiglio provinciale Barillaro e al sindaco Sammarco – rileva che «non è possibile pensare che proprio quando si predica che la cultura della legalità deve partire dalla scuola, che la scuola deve essere il luogo privilegiato per inculcare nel futuro cittadino il senso pieno del vivere nella legalità, proprio nella scuola e nel settore scolastico si commettano gravi violazioni di norme e di regole di diritto».
E ancora il coordinamento di Libera dopo aver ricordato «l'insensibilità» dimostrata dalle istituzioni scolastiche provinciali rispetto al tema "legalità" e la scarsa partecipazione alla Carovana Antimafie rimarca: «Ma da ciò a pensare che proprio il settore della pubblica istruzione possa rappresentare la "palestra della illegalità" non siamo disposti ad accettarlo e neppure che oltre al mancato rispetto delle regole possa in esso proliferare la furbizia, l'interesse personale, la prepotenza».
Da qui la richiesta di un intervento delle pubbliche amministrazioni interessate per «eliminare o correggere le illegalità commesse» le quali «pubblicamente, anche attraverso un convegno partecipato alle parti sociali interessate, in base al principio di trasparenza dell'attività amministrativa, diano la possibilità di accedere agli atti assunti e per i quali è stato predisposto il tanto discusso e discutibile Piano scolastico provinciale».(m.c.)

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